Home - Associazione Rimettere le Ali ONLUS

Regolamento

Art. 1 – Approvazione e limiti di efficacia del Regolamento interno

  1. Il presente Regolamento interno è emanato dal Consiglio Direttivo dell’Associazione “Rimettere le ali Onlus” a norma dell’art. 19 dello Statuto in data 10/09/2011.
  2. Il Regolamento disciplina i rapporti interni tra i soci e tra questi e la Associazione e regolamenta nel dettaglio le procedure previste dallo Statuto, integrandone le norme.
  3. I soci sono tenuti al rispetto del Regolamento con i medesimi limiti con i quali sono tenuti al rispetto dello Statuto.
  4. Eventuali modifiche al Regolamento Interno, anche su proposte dei soci, sono demandate al Consiglio Direttivo.

Art. 2 – Identità di “Rimettere le ali onlus”

L’Associazione “Rimettere le ali onlus” è promossa dalla Comunità salesiana del Borgo Ragazzi Don Bosco e dai laici impegnati nell’area educativa “Rimettere le ali”, attenta ad accompagnare ed educare, nello stile del Sistema Preventivo di Don Bosco, gli adolescenti e i giovani che sono a forte rischio di devianza ed emarginazione o che si trovano a vivere situazioni conclamate di disagio e di emarginazione.

La Spiritualità Giovanile Salesiana e il Sistema Preventivo di Don Bosco sono la fonte e il quadro di riferimento che orientano la visione antropologica, la sensibilità e l’azione educativa quotidiana dell’associazione.

L’associazione si propone di promuovere e sostenere la crescita nella corresponsabilità educativo-pastorale di Salesiani e laici uniti dalla passione educativa del “da mihi animas, cetera tolle” di Don Bosco nell’esercizio democratico delle funzioni regolate dallo Statuto e dal presente Regolamento.

Art. 3. Scopi e attività dell’Associazione

1) Le finalità che l’Associazione intende perseguire sono espressione della Comunità Educativo-Pastorale (CEP) del Borgo Ragazzi Don Bosco, di quanto enunciato nel documento “Punti di riferimento per l’area educativa Rimettere le ali (cfr allegato) promossa dal medesimo Istituto Salesiano. Pertanto essa è parte integrante della CEP ed esprime, altresì, l’attenzione del Progetto Educativo Pastorale Salesiano Ispettoriale (PEPSI) Italia Circoscrizione Centrale (ICC):

  • verso i minori, specie gli adolescenti, italiani e stranieri, che “dalla vita hanno avuto di meno” offrendo loro percorsi personalizzati di inclusione e responsabilizzazione nella società e nella Chiesa
  • verso le famiglie percepite, non solo come destinatarie delle proposte educative, ma soprattutto come risorsa senza la quale l’azione educativa rischia l’inadeguatezza
  • verso il territorio civile ed ecclesiale in cui l’Associazione si troverà ad operare e rivestirà un ruolo qualificato per la crescita di una cultura attenta
    • alla percezione positiva dei ragazzi/giovani chiamati ad esercitare il proprio diritto/dovere alla cittadinanza attiva nella società e nella Chiesa
    • all’educazione dei ragazzi/giovani
    • alla messa in rete delle realtà educative presenti nel territorio (famiglie, istituzioni civili e religiose, associazioni, parrocchie, educatori,…)

2) Essa è la traduzione operativa della convinzione che soggetto dell’azione educativa è la comunità di cui fanno parte quanti afferiscono o rivestono responsabilità a vario titolo nella gestione e animazione delle proposte educative relative all’area RleA, in particolare:

  • Casa famiglia (Progetti semiautonomia e Ponte)
  • Movimento Famiglie Affidatarie e Solidali
  • SOS-Ascoltogiovani
  • Centro Accoglienza Minori ( comprensivo di Skolé)
  • Gruppo “Sahara libre” (progetto Saharawi)
  • proposte educative rivolte, a vario titolo, a far fronte a situazioni inerenti minori e famiglie che vivono esperienze di disagio e che sono a rischio di emarginazione.

Per questo l’Associazione:

A) Cura l’accoglienza, l’ascolto e l’accompagnamento dei minori italiani in situazione di disagio e di emarginazione e/o sottoposti a misure penali alternative al carcere; minori stranieri di prima e seconda generazione; minori stranieri non accompagnati; minori appartenenti a minoranze etniche; minori richiedenti asilo politico; giovani avviati alla vita adulta attraverso percorsi di inclusione sociale. Per essi vengono redatti comunitariamente progetti educativi personalizzati orientati all’offerta di un sostegno perché crescano come cittadini e attivi, attraverso percorsi di inclusione e responsabilizzazione civile monitorati periodicamente.

Si propongono, a titolo esemplificativo e non esaustivo:

  • Itinerari educativo-didattici personalizzati per quanti vivono l’esperienza dell’abbandono scolastico, realizzati in collaborazione con le scuole pubbliche e presso il Centro Diurno Polifunzionale (Centro Accoglienza Minori)
  • Avvio e monitoraggio di percorsi di semi-autonomia
  • Proposte monitorate di inserimento progressivo nel mondo del lavoro (Tirocini formativi, stages, borse lavoro,…)
  • Corsi di qualificazione professionale come aiuto-meccanico, aiuto-elettricista, aiuto-cuoco, aiuto-estetista, barman, cameriere,…
  • Corsi di prima alfabetizzazione, specie per minori di provenienza non italiana
  • Laboratori teatrali, musicali, sportivi,…
  • Proposte di sostegno educativo-didattico per chi, pur frequentando la scuola ordinariamente, ha difficoltà di apprendimento
  • Esperienze di integrazione sociale (eventi e relative preparazioni, laboratori, campeggio estivo,…)
  • Incontri di educazione alla gestione del denaro, della sicurezza, HACCP,…
  • Sostegno alle attività educative per i ragazzi accolti nel gruppo appartamento nel Borgo Ragazzi Don Bosco e progetti educativi di reinserimento in famiglia (progetti “Ponte”)
  • Progetti educativi personalizzati per ragazzi seguiti dai servizi sociali del territorio
  • Supporto educativo a proposte del tempo libero (sport, musica, teatro, ludoteca,…) presenti nel territorio

B) Cura la formazione integrale non solo dei ragazzi, ma anche degli operatori (dipendenti e volontari) che, in comunione di intenti con le finalità dell’area educativa e dell’Associazione “Rimettere le ali” sono presenti nelle realtà educative precedentemente elencate e in altre che potrebbero sorgere per tentare risposte adeguate alle situazione di disagio ed emarginazione degli adolescenti e dei giovani.

Per questo sono previsti, a titolo esemplificativo e non esaustivo:

  • Incontri formativi per operatori
  • Incontri di aggiornamento e monitoraggio delle proposte educative e dei progetti educativi personalizzati
  • Tutoraggio
  • Incontri di supervisione
  • Giornate di studio con esperti (Sociologi, educatori, psicologi, salesiani, amministratori, operatori dei servizi sociali territoriali,…)
  • Tavole rotonde
  • Partecipazione a tavoli, a vari livelli, di concertazione sociale
  • Partecipazione a proposte di altre realtà affini e contigue
  • Tre giorni o settimane di formazione in sede o presso altre sedi similari
  • Gemellaggi (temporanei o prolungati) con altre realtà, specie italiane ed europee, impegnate sul fronte della emarginazione e disagio

C) Per gli adulti e in particolare per i genitori (italiani e stranieri) cura la crescita nella società di una cultura di solidarietà tra famiglie capaci di riscoprirsi come “risorse educativo – relazionali e socio-economiche” per altre famiglie e per i minori in difficoltà che, grazie all’istituto dell’affido familiare possono godere di accoglienza e accompagnamento familiare in vista di un loro reinserimento nella famiglia di origine.

Sono previsti, a titolo esemplificativo e non esaustivo:

  • Incontri di sensibilizzazione e informativi in collaborazione con le realtà educativo-sociali del territorio: scuole, associazioni, parrocchie, municipi,…
  • Centro di ascolto e consulenza psico-pedagogica per genitori ed adolescenti
  • Incontri formativi per famiglie
  • Incontri di sostegno alla genitorialità
  • Partecipazione ai tavoli di concertazione sociale e familiare

D) Favorisce lo sviluppo di una cultura positivamente attenta alle realtà e al protagonismo giovanile, alla prevenzione capace di incidere positivamente sui percorsi identitari e sociali dei giovani e all’avvicinamento sereno e promozionale di quei minori che fossero incorsi in situazioni di disagio ed emarginazione.

Sono previsti, a titolo esemplificativo e non esaustivo:

  • la sottoscrizione di accordi con realtà sociali ed educative per sostenere i percorsi educativi dei minori e delle famiglie
  • la condivisione delle buone prassi
  • l’elaborazione teoretica di percorsi pedagogici frutto di riflessione sulle prassi educative
  • la realizzazione e il consolidamento di reti fra le diverse componenti socio educative territoriali al fine di
  • sostenere i percorsi educativi, integrativi e di responsabilizzazione sociale attraverso la stipula di protocolli d’intesa
  • l’esercizio attivo della cittadinanza

E) Ricerca i fondi necessari per realizzare le finalità proprie.

A tal fine si prevede a titolo esemplificativo:

  • la partecipazione a bandi per la realizzazione di progetti sia pubblici che privati
  • l’elaborazione di progetti
  • l’organizzazione di eventi e raccolte
  • il sostegno a distanza
  • la partecipazione a progetti anche nella forma del partnernariato con altri soggetti nella forma di ATI o ATS.

Art. 5. Soci.

  1. Sono soci dell’Associazione tutti coloro che rispondano ai seguenti requisiti:
    1. appartenenza alla Famiglia Salesiana – S.D.B. e laici – e impegno, a qualsiasi titolo anche di volontariato, verso i ragazzi e le famiglie in difficoltà;
    2. condivisione dei valori che sono espressione dell’Associazione “Rimettere le Ali” (vedi art. 2).
    3. esercizio di corresponsabilità educativa relativa alle proposte della associazione da almeno tre anni.
  2. L’adesione all’Associazione è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo.
  3. L’adesione all’Associazione è riservata a tutti e comporta per soci il diritto di voto nell’Assemblea per l’approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell’Associazione;
  4. Chi intende aderire all’Associazione deve rivolgere espressa domanda al Consiglio Direttivo recante la dichiarazione di condividere i principi ispiratori e le finalità che l’Associazione si propone e l’impegno ad approvarne e osservarne lo statuto e i regolamenti ed a versare la quota fissata annualmente dall’Assemblea.
  5. I soci che intendano svolgere attività di volontariato a favore dell’Associazione potranno farne richiesta al Consiglio Direttivo unitamente alla domanda di ammissione o successivamente alla stessa.
  6. Il socio può recedere dall’Associazione in qualsiasi momento previa comunicazione al Consiglio Direttivo.
  7. In presenza di gravi motivi, il socio può essere escluso con deliberazione del Consiglio Direttivo.
  8. Oltre alla figura del socio si prevede di istituire quella dell’aderente all’associazione. L’aderente non ha un ruolo attivo nella vita associativa e ne è un simpatizzante. Gli aderenti possono essere convocati annualmente e tra loro i possono essere volontari, famiglie, ex ragazzi accolti, aziende e enti che collaborano con l’associazione stessa….

Art. 6 (Cause di cessazione del rapporto associativo)

  1. I soci cessano di appartenere all’Associazione:
    1. per dimissioni volontarie;
    2. per non avere effettuato il versamento della quota o del contributo determinato dall’Assemblea;
    3. per comportamenti contrari alle finalità dell’Associazione;
    4. per morte;
    5. in base a delibera del Consiglio Direttivo se non hanno prestato, senza giustificato motivo, l’ opera di volontariato cui si sono impegnati avendone fatto specifica richiesta;
    6. per mancata partecipazione alla vita dell’Associazione, in particolare, in caso di mancata partecipazione, per due volte consecutive, senza giustificato motivo, all’Assemblea.

Art. 7 (Diritti e obblighi dei soci)

  1. Il socio che ne abbia fatto esplicita richiesta ai sensi del precedente art. 5, comma 8, ha il diritto di prestare il proprio servizio a favore dell’’Associazione in modo personale, spontaneo e gratuito.
  2. L’attività del socio volontario non può essere retribuita in alcun modo da coloro che ne beneficeranno.
  3. Il socio che presti opera di volontariato a favore dell’Associazione non può instaurare con la stessa un rapporto di lavoro subordinato. Al socio volontario possono essere soltanto rimborsate le spese effettivamente sostenute per l’attività di volontariato prestata, che siano certe e documentate ed entro limiti preventivamente fissati dall’Assemblea.
  4. Il socio ha diritto di partecipare all’Assemblea, di votare, di svolgere il lavoro preventivamente concordato, di proporre attività e iniziative utili al raggiungimento degli scopi sociali, di recedere dall’appartenenza all’Associazione.
  5. Il socio ha l’obbligo di rispettare le norme del presente Statuto, di pagare le quote sociali e i contributi nell’ammontare fissato annualmente dall’Assemblea e di prestare l’opera di volontariato preventivamente concordata nei modi e per i fini di cui al precedente comma 1.

Art. 8 (Organi dell’Associazione)

  1. Sono organi dell’Associazione:
    1. l’Assemblea;
    2. il Consiglio Direttivo;
    3. il Presidente;
    4. il Segretario.

Art. 9 (Assemblea)

  1. L’Assemblea é costituita dai soci di cui all’articolo 5.
  2. L’Assemblea si riunisce in via ordinaria una volta l’anno e, in via straordinaria, ogni qualvolta venga convocata dal Consiglio Direttivo tramite il Presidente o ne venga avanzata motivata richiesta scritta da parte di almeno un terzo dei suoi membri. In tale ultima ipotesi la riunione deve avvenire entro venti giorni dal ricevimento della richiesta.
  3. Le deliberazioni dell’Assemblea sono prese con la presenza di almeno la metà dei soci ed a maggioranza dei presenti. In seconda convocazione la deliberazione é valida qualunque sia il numero degli intervenuti.
  4. Tutti i soci che siano in regola con il versamento della quota di partecipazione annuale hanno diritto al voto in Assemblea:
  5. L’Assemblea in sede ordinaria:
    1. elegge ogni tre anni tra i soci e a scrutinio segreto il Consiglio Direttivo;
    2. approva la relazione annuale del Presidente sull’attività svolta dall’Associazione;
    3. approva il bilancio preventivo e il bilancio consuntivo;
    4. delibera, su proposta del Consiglio Direttivo e a maggioranza dei due terzi dei soci in prima convocazione e di almeno la metà dei soci in seconda, le modifiche allo Statuto nonché lo scioglimento dell’Associazione;
    5. stabilisce l’ammontare delle quote associative e dei contributi a carico dei soci e dei soci sostenitori;
  6. Delle riunioni dell’Assemblea deve redigersi verbale da trascriversi nell’apposito libro.

Art. 10 (Consiglio Direttivo)

  1. Il Consiglio Direttivo è composto da tre a sette membri eletti dall’Assemblea di cui almeno tre scelti tra i coordinatori delle diverse proposte educative onde favorire la corresponsabilità reciproca. Si favorirà la presenza tra i soci e nel consiglio direttivo i salesiani del Borgo Ragazzi Don Bosco impegnati nell’area educativa Rimettere le Ali nonché il Direttore.
  2. Il Consiglio Direttivo si riunisce su convocazione del Presidente almeno ogni due mesi (preferibilmente mensilmente in concomitanza con il coordinamento dell’area educativa rimettere le ali) o quando ne facciano motivata richiesta scritta almeno tre componenti. In tale seconda ipotesi la riunione deve avvenire entro venti giorni dal ricevimento della richiesta.
  3. In caso di cessazione dalla qualità di socio o di dimissioni, il membro non è più parte del Consiglio Direttivo e si procede a nuove elezioni dell’intero Organo solo se i restanti membri siano di numero inferiore a tre.
  4. Le sedute del Consiglio Direttivo sono valide se sono presenti almeno quattro membri con diritto di voto; le decisioni sono prese a maggioranza; in caso di parità prevale il voto del Presidente o, in caso di sua assenza, di chi presiede la riunione; al suo interno elegge, nella prima riunione, che deve avere luogo entro venti giorni dall’elezione dei suoi componenti, il Presidente e il Segretario. La prima seduta è presieduta dal Consigliere più anziano.
  5. Il Consiglio Direttivo é responsabile della gestione economica della stessa,
  6. Il Consiglio Direttivo, inoltre:
    1. delibera sull’impiego delle risorse economiche per il raggiungimento degli scopi sociali;
    2. formula richieste di finanziamento e contributi a Enti pubblici e/o a privati:
    3. adotta un regolamento per lo svolgimento delle elezioni degli organi associativi e per il funzionamento dell’Associazione, da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;
    4. cura l’esecuzione delle delibere dell’Assemblea;
    5. ratifica nella prima seduta successiva le operazioni ed i provvedimenti posti in essere dal Presidente per motivi di necessità ed urgenza;
    6. predispone il bilancio preventivo e il bilancio consuntivo annuale e li sottopone all’approvazione dell’Assemblea;
    7. determina il programma di lavoro in base alle linee di indirizzo contenute nel programma generale approvato dall’Assemblea, promovendone e coordinandone l’attività e autorizzandone la spesa;
    8. assume il personale;
    9. accoglie o rigetta le domande degli aspiranti soci;
    10. Delle riunioni del Consiglio Direttivo deve redigersi verbale da trascriversi nell’apposito libro.

Art. 11 (Segretario)

Il Segretario:

  1. provvede alla tenuta e all’aggiornamento del registro dei soci nonché alla tenuta del protocollo;
  2. è responsabile della redazione e della conservazione dei verbali delle riunioni dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo;
  3. provvede alla tenuta dei libri contabili.
  4. il segretario svolge anche la funzione di tesoriere in collaborazione con il Presidente stesso.

Art. 12 (Presidente)

  1. Il Presidente é nominato dal Consiglio Direttivo tra i suoi membri.
  2. Ha la rappresentanza legale dell’Associazione.
  3. Con firma propria compie tutti gli atti amministrativi e tutte le operazioni deliberate dal Consiglio Direttivo.
  4. In caso di necessità o urgenza assume ogni provvedimento utile al raggiungimento degli scopi sociali sottoponendolo a ratifica nella prima riunione successiva del Consiglio Direttivo.
  5. Il Presidente, inoltre:
    1. convoca l’Assemblea nei casi previsti dall’articolo 9, comma 2;
    2. convoca il Consiglio Direttivo nei casi previsti dall’articolo 11, comma 2.

Art. 13 (Durata delle cariche e incompatibilità)

  1. Il mandato delle cariche associative ha la durata di tre anni ed é rinnovabile, salvo che non intervengano motivi ostativi allo svolgimento regolare dell’incarico conferito.
  2. Le cariche sono tra loro incompatibili.
  3. Pur essendo rinnovabile il mandato è auspicabile un periodico ricambio delle cariche sociali per favorire la corresponsabilità di tutti i soci nella gestione dell’associazione stessa.

Art. 14 (Collegio dei Probiviri)

  1. Il Collegio dei Probiviri, composto di tre membri, può essere nominato dall’Assemblea ove se ne reputi la necessità e dura in carica tre anni.
  2. I Probiviri debbono essere scelti fra persone non socie e reputare di autorevole prestigio e di comprovate qualità morali.
  3. Il compito del Collegio dei Probiviri è quello di intervenire in caso di controversie interne dell’Associazione, come da successivo articolo 21.

Art. 15 (Collegio dei Revisori dei Conti).

  1. Il Collegio dei Revisori dei Conti è composto di tre membri, di comprovata competenza nel settore contabile, dei quali almeno iscritto all’apposito albo, ai sensi legge, e dura in carica tre anni.
  2. I Revisori dei Conti vigilano sulla regolarità dei bilanci e dei libri contabili e hanno il potere di richiamare il Consiglio Direttivo sulle irregolarità di ordine amministrativo-contabile che dovessero ravvisare.

Art. 16 (Bilancio)

  1. Ogni anno il Consiglio Direttivo redige i bilanci preventivo e consuntivo da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea come da precedente articolo 9.

Art. 17 (Quote e contributi dei soci e dei soci sostenitori)

  1. L’Assemblea fissa annualmente la quota a carico dei soci e, qualora lo ritenga opportuno e con deliberazione unanime, una contribuzione supplementare a carico dei medesimi.
  2. Le quote e le contribuzioni non sono frazionabili né ripetibili in caso di recesso o di perdita della qualità di aderente.
  3. I soci non in regola con il pagamento di quote e contribuzioni perdono tale qualità.

Art. 18 (Risorse economiche)

  1. L’Associazione trae risorse economiche per il raggiungimento degli scopi sociali da:
    1. quote associative e contributi dei soci;
    2. contributi di privati;
    3. contributi dello Stato, di Enti e di Istituzioni pubbliche finalizzati al sostegno di specifiche e documentate attività;
    4. contributi di organismi internazionali;
    5. donazioni e lasciti testamentari;
    6. rendite di beni mobili o immobili pervenuti all’Associazione a qualsiasi titolo.

Art. 19 (Regolamento)

Il funzionamento dell’Associazione in generale e dei suoi organi in particolare è disciplinato da questo apposito regolamento predisposti dal Consiglio Direttivo e approvati dall’Assemblea.

Art. 20 (Scioglimento dell’Associazione)

  1. L’Associazione si intende sciolta di diritto nei casi previsti dal Codice Civile.
  2. L’Assemblea che dichiara lo scioglimento dell’Associazione provvede alla nomina dei liquidatori, stabilendone i poteri.
  3. In caso di scioglimento, cessazione o estinzione dell’Associazione i beni e i fondi che residuano dopo l’esaurimento della liquidazione sono devoluti ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 , salvo diversa destinazione imposta dalla legge.