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Una famiglia per ogni bambino

Una famiglia per ogni bambino

Progetto di promozione e sviluppo dell’affidamento famigliare, realizzato grazie al sostegno dell’Asilo Savoia

Si è appena concluso il progetto “Una famiglia per ogni bambino” che ha avuto come obiettivo quello di promuovere e sviluppare l’istituto dell’affidamento familiare nella periferia est di Roma Capitale, specificatamente nei territorio del V, VI e VII municipio, attraverso il protagonismo e l’auto-organizzazione delle famiglie, in un’ottica di sussidiarietà con le istituzioni sociale pubbliche e private del territorio.

L’istituzione della famiglia si trova oggi in una condizione di grave difficoltà, dovuta ad un insieme di fattori quali l’aumento della povertà, l’esponente crescita delle famiglie “monogenitoriali” con a capo una madre “sola” (circa il 78,8% delle famiglie monogenitoriali totali, dove quindi va a pesare una peggiore posizione contrattuale e salariale delle donne nel mercato del lavoro) e l’elevato numero di minori in condizioni di sostegno educativo non sufficiente.

I territori del V, VI e VII Municipio del Comune di Roma inoltre presentano uno dei più alti tassi di famiglie straniere residenti, provenienti per lo più dall’Egitto, dal Marocco, dalle Filippine e dal Bangladesh; a questi va aggiunta una forte presenza di famiglie nomadi e di famiglie di immigrati clandestini.

Questo dato va a incidere non solo sulla qualità delle possibilità educative e formative che la famiglia può offrire ai minori ma, nei casi più devianti (malattie mentali, tossicodipendenza, detenzione  di uno o di entrambi i genitori, ecc..) può portare a fenomeni di forte disagio sociale minorile, quali l’incuria, la fuoriuscita dal sistema scolastico, la disoccupazione giovanile, l’aumento delle dipendenze e, in alcuni casi, l’allontanamento del minore dalla propria famiglia d’origine.

Il quadro che ne emerge è quello quindi di una famiglia in difficoltà, non sempre in grado di assicurare il mantenimento, l’educazione, l’istruzione e le indispensabili relazioni affettive del minore. Alcune di queste problematiche portano le famiglie ad una condizione di fragilità, soprattutto nei confronti dei figli, a cui bisogna rispondere attraverso politiche familiari nuove, integrate e sostenibili, che prevedano il coinvolgimento attivo e l’autorganizzazione delle famiglie stesse per assicurare a ciascun bambino la possibilità di sperimentare l’accoglienza, l’affetto e la cura di una famiglia.

Da  diversi anni, l’associazione Rimettere le Ali Onlus lavora alacremente per offrire ad ogni minore che viene  allontanato dalla sua famiglia d’origine, la possibilità di essere inserito in una famiglia del suo territorio adeguatamente formata e sostenuta, per il  tempo necessario al recupero della situazione che ha prodotto l’allontanamento.

Attraverso il progetto “Una mamma per ogni bambino”, sostenuto dall’Asilo Savoia, l’Associazione Rimettere Le ali Onlus ha voluto potenziare l’attività svolta a favore dei minori e delle famiglie in difficoltà, promuovendo politiche minorili e familiari che portino ad un auspicabile aumento del ricorso all’affidamento familiare rispetto all’inserimento del minori in comunità.

Innanzitutto, 370 famiglie sono state sensibilizzate all’affidamento familiare,. Gli incontri di sensibilizzazione sono stati organizzati in vari territori di Roma Capitale. A sostegno di tale iniziativa, sono stati avviati anche alcuni incontri informativi rivolti a tutti coloro che, semplicemente, hanno manifestato il desiderio di ricevere maggiori informazioni sull’argomento. Hanno partecipato a tali incontri 160 famiglie.

10 sono stati i nuclei che hanno fortemente manifestato interesse ad intraprendere percorsi di affidamento familiare: ogni nucleo ha avuto un colloquio individuale d’ingresso, seguito da una relazione anamnestica (ricostruzione della propria storia) e sociale relativa al nucleo stesso. A seguito dei colloqui e delle relazioni, sono state 7 le famiglie interessate a proseguire il percorso di affido.

Non è semplice la scelta di  prendere in  carico, anche se temporaneamente, un minore. Per questo, è necessario accompagnare e sostenere adeguatamente le famiglie che si aprono all’affidamento familiare. Il progetto ha permesso di seguire e monitorare le situazioni di sostegno psicopedagogico di ciascuna famiglia affidataria coinvolta; nello specifico sono stati seguiti 31 progetti di sostegno a favore di minori già collocati in case famiglia e con limitazioni alla responsabilità genitoriale.

Obiettivo del progetto è stato anche quello di aumentare la collaborazione con le istituzioni pubbliche e private. Per promuovere un reale aumento del numero degli affidi nella città di Roma Capitale, è stato necessario programmare e coordinare azioni a forte integrazione e sinergia tra diversi servizi pubblici e privati con il coinvolgimento dell’intera comunità locale.

Per tale motivo sono state realizzate le seguenti attività:

  • la costituzione e l’avvio di tavoli interistituzionali con i municipi del quadrante Est della città di Roma, con l’obiettivo di coordinare le attività relative all’affidamento familiare;
  • la partecipazione a tavoli di co-progettazione territoriale, insieme alla Regione Lazio ed al Tribunale dei Minorenni di Roma;
  • la partecipazione stabile al Coordinamento Romano degli Associazioni che si occupano di affidamento familiare e del Tavolo Nazionale Affidamento Familiare http://www.tavolonazionaleaffido.it/.

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